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FANTASIA IN FA MINORE

Recital BRUNO CANINO | VINCENZO PASQUARIELLO

19 aprile 2026  | h 18:00

Concerto

Prezzo: €15

Franz Schubert​, Fantasia in fa min D. 940
Maurice Ravel​, Ma Mère l’oye
György Kurtág, 2 Corali
Allein Gott in der Höh sei Her; O Lamm Gottes unschuldig
Da Játékok libro 4
Nebbia canone; Corale Furioso; Mano nella mano; Campane
György Ligeti​​ Cinque pezzi
1) Marcia; 2) Studio polifonico ; 3) Tre danze per matrimonio (Allegro, andantino, allegro); 4) Sonatina (Allegro, andante, vivace); 5) Allegro
 
​​​​Bruno Canino, pianoforte 
​​​​Vincenzo Pasquariello, pianoforte 

Il programma traccia un arco poetico e storico che si muove tra memoria, intimità e trasformazione, riunendo il lirismo introspettivo di Franz Schubert, l’immaginazione luminosa di Maurice Ravel e i mondi concentrati e aforistici di György Kurtág e György Ligeti. La Fantasia in fa minore, D. 940 di Schubert si colloca sulla soglia tra canto e forma, dialogo e confessione: un’opera di intensa ombrosità, in cui il pianoforte diventa spazio di respiro condiviso, tensione e fragile unità. Con "Ma Mère l’Oye", Ravel si volge invece al regno dell’infanzia e della meraviglia, costruendo un universo sonoro di raffinata semplicità, dove l’immaginario fiabesco è filtrato attraverso una scrittura armonica di cristallina trasparenza. La musica di Kurtág conduce l’ascolto verso uno stato di estrema concentrazione. I due corali — "Allein Gott in der Höh sei Ehr" e "O Lamm Gottes unschuldig" — insieme ai brani tratti da Játékok, Libro IV, si presentano come gesti brevi ed essenziali, sospesi tra devozione, gioco e urgenza esistenziale. Silenzio, tocco e risonanza diventano elementi strutturali, invitando a un ascolto intimo e vigile. I "Cinque pezzi" di Ligeti chiudono il programma con un percorso caleidoscopico attraverso ritmo, polifonia, danza e invenzione formale. Dalla chiarezza ironica della "Marcia" alla vitalità della "Sonatina" e dell’"Allegro", queste miniature rivelano un compositore profondamente radicato nella tradizione, rifratta però attraverso intelligenza, astrazione ed energia inquieta. Nel loro insieme, le opere propongono un viaggio in cui la musica si muove continuamente tra passato e presente, innocenza ed esperienza, concentrazione e immaginazione, affermando l’ascolto stesso come atto vivo e consapevole.


Bruno Canino

Bruno Canino

Bruno Canino è uno dei pianisti italiani più autorevoli e versatili, protagonista da decenni della scena musicale internazionale, con un’attività che spazia dal repertorio classico alla musica contemporanea. Diplomato al Conservatorio di Milano, ha svolto una carriera concertistica di primo piano come solista e camerista, esibendosi nelle principali sale e festival in Europa, America e Asia. Interprete di riferimento della musica del Novecento e contemporanea, Canino ha collaborato con alcuni dei più importanti compositori del suo tempo e ha partecipato a numerose prime esecuzioni, contribuendo in modo decisivo alla diffusione della musica d’oggi. Ha suonato stabilmente con musicisti e ensemble di fama internazionale ed è stato a lungo partner artistico di figure centrali della scena contemporanea. Accanto all’attività concertistica, Bruno Canino ha svolto un’intensa attività didattica, insegnando pianoforte e musica da camera in importanti istituzioni italiane ed europee, formando generazioni di interpreti. La sua figura rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per il dialogo tra tradizione esecutiva e ricerca musicale contemporanea. Quest’anno compie 90 anni!
 
Vincenzo Pasquariello è un musicista e performer italiano attivo nell’ambito della musica contemporanea, del teatro musicale e dei progetti interdisciplinari. La sua pratica si colloca all’incrocio tra esecuzione musicale, performance e ricerca scenica, con una particolare attenzione al rapporto tra suono, gesto e spazio. Nel corso della sua carriera ha collaborato con compositori, registi e artisti visivi di rilievo internazionale, partecipando a produzioni che integrano musica, immagine e azione performativa. Tra le collaborazioni più significative figura il lavoro con William Kentridge, all’interno di progetti teatrali e operistici di grande respiro, nei quali Pasquariello ha contribuito alla realizzazione di dispositivi sonori e performativi complessi, inseriti in contesti scenici fortemente visivi e concettuali. Accanto all’attività performativa, Pasquariello è coinvolto in progetti di ricerca e produzione artistica che esplorano forme ibride di spettacolo contemporaneo, operando in ambiti che vanno dal teatro musicale alla sperimentazione interdisciplinare.